Passa al contenuto

Trustpilot e Antitrust: il caso che mette in discussione la fiducia nelle recensioni online

Trustpilot multata per 4 milioni di euro dell’Antitrust

Il punto non è consultare le recensioni. È capire se possiamo crederci davvero.

Prima di scegliere un prodotto o un servizio, oggi, quasi tutti consultiamo le recensioni online.

È un gesto automatico, spesso decisivo, che orienta fortemente le nostre scelte.

Secondo il Codacons, il 77% dei consumatori consulta le recensioni prima di acquistare.

Non è solo abitudine: è un bisogno di conferma e di riduzione del rischio.

Ma se questo sistema non fosse davvero neutrale?


Il caso Trustpilot

Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che ha sanzionato Trustpilot per 4 milioni di euro, la piattaforma è responsabile di pratiche non completamente trasparenti nella gestione delle recensioni.


Nel mirino dell’Antitrust sono rientrati:

  • i meccanismi di raccolta selettiva delle recensioni, spesso attivati su invito delle aziende clienti
  • i sistemi di invio automatizzato di richieste di recensione, che possono favorire una sovra-rappresentazione delle esperienze positive
  • le cosiddette recensioni “guidate”, ovvero processi che possono influenzare il comportamento degli utenti nella fase di valutazione
  • la mancanza di chiarezza verso l’utente finale su come vengono raccolti, filtrati e ordinati i contenuti

Secondo l’Autorità, questi sistemi rischiano di alterare la percezione complessiva delle aziende. Non necessariamente modificando i singoli contenuti, ma incidendo sul contesto in cui vengono generati e presentati.

Il punto, quindi, non riguarda solo la veridicità delle recensioni, ma la loro rappresentatività.

E, di conseguenza, la fiducia che gli utenti ripongono in esse.

Le grandi storie sono per tutti, anche se sono scritte per una sola persona. Se cerchi di scrivere per un pubblico ampio e generico, la tua storia suonerà finta e senza emozione. Nessuno sarà interessato. Scrivila per una persona. Se è autentica per una persona, sarà autentica per tutti.

La fiducia come infrastruttura di mercato

Le recensioni online non sono più semplici opinioni individuali. Nel tempo sono diventate una vera infrastruttura del processo decisionale.

Influenzano scelte quotidiane e decisioni strategiche, anche tra imprese e fornitori e in molti casi rappresentano il primo filtro tra domanda e offerta.

Questo sposta il baricentro della comunicazione.

Non conta solo cosa dice un’azienda, ma cosa viene detto su di essa.

Il confine sottile tra esperienza e rappresentazione

Esiste però una differenza, spesso trascurata, tra esperienza reale e rappresentazione digitale.

Quando intervengono logiche di selezione, incentivo o mediazione, il quadro può cambiare.

Non sempre in modo evidente, ma sufficiente a orientare la percezione.

Il risultato è un sistema meno leggibile, in cui anche contenuti autentici rischiano di perdere forza.

 

Il disegno di legge sulle PMI e il tema delle recensioni

Il tema della trasparenza digitale sta entrando anche nel dibattito normativo.

Il disegno di legge sulle PMI introduce una crescente attenzione verso la tutela della reputazione online.

In particolare, il provvedimento si inserisce nel solco delle normative europee sulle piattaforme digitali e prevede:

  • maggiore responsabilità nella gestione e moderazione delle recensioni
  • strumenti per contrastare contenuti falsi, manipolati o non verificabili
  • possibilità per le imprese di ottenere interventi più rapidi su contenuti dannosi o fuorvianti
  • un rafforzamento dell’equilibrio tra libertà di espressione e tutela economica

L’obiettivo è rafforzare gli strumenti di difesa delle imprese, soprattutto di piccola dimensione.

In particolare rispetto a contenuti potenzialmente fuorvianti o non verificabili.

Si tratta di un passaggio rilevante, perché riconosce la reputazione come asset economico.

E apre alla necessità di regole più chiare nei sistemi di recensione.

Per le PMI, spesso più esposte, questo significa maggiore tutela ma anche maggiore responsabilità.

La presenza online diventa parte integrante della competitività.

Il ruolo delle imprese in un ecosistema complesso

Le piattaforme hanno una responsabilità evidente, ma non sono l’unico attore coinvolto.

Le imprese partecipano attivamente alla costruzione della propria immagine digitale.

Monitorare, rispondere e spiegare sono attività ormai imprescindibili.

Non come reazione alle criticità, ma come parte della strategia: una presenza coerente riduce l’incertezza, rafforza la fiducia nel tempo e contribuisce a rendere più leggibile il valore reale dell’azienda.

Il caso Trustpilot non è un episodio isolato, ma un segnale di trasformazione.

Le recensioni resteranno centrali, ma dovranno evolvere insieme alla fiducia.

Gli utenti chiedono maggiore trasparenza, le imprese maggiore tutela.

Nel mezzo, un sistema che deve ancora trovare un equilibrio.